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Il presepe

La scenografia in sughero del Presepe si chiama Scoglio e risponde a regole ben precise. Deve avere un primo piano pianeggiante. A questo si accede per ripidissime discese e scalinatelle interminabili.
Due grotte su questo piano: una per la Natività, l’altra per l’Osteria.

La grotta del Mistero non ha bisogno di spiegazioni, mentre bisogna sapere che l’Osteria è il luogo dei diavoli. Non può esistere il Bene senza la lotta e quindi il superamento del Male. Le due grotte ravvicinate simboleggiano questa lotta

Come non c’è angelo senza diavolo (addirittura i diavoli sono angeli decaduti per la religione cattolica) così nel presepe oltre agli angeli che volano sulla grotta, ci sono anche i diavoli. L’armonia nasce dall’equilibrio di due opposti principi. E dopo le discese e le grotte indispensabile è il fiume con la sua acqua.
In quest’acqua le lavandaie laveranno i loro panni

 

Sono le levatrici della Madonna di cui si parla nei vangeli apocrifi e che si ammirano in pitture e bassorilievi noti. Ma oltre a questo il fiume serve anche per giustificare la presenza del ponte.

Il ponte mette in comunicazione le anime dei vivi con quelle dei defunti. e sul ponte transita Ciccibacco. Costui trasporta su un carretto le botti piene di vino, un bue tira il carro. Il pozzo è l’ultimo elemento indispensabile nello scoglio del Presepe. In questo si va a tuffare la stella cometa dopo avere soddisfatto il proprio compito di accompagnatrice dei Magi.